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We’re off to Mali

We’re off. The destination is Mali. After months of waiting and a forced delay, Imagine Foundation’s new mission in the African country will finally begin in early February. Mali is one of the main crossroads for migration routes toward North Africa and Europe.

The initial plan was to depart in the autumn, but the security situation in Bamako did not allow it. Actions by the jihadist group JNIM, linked to Al-Qaeda, made it impossible to organize the trip under safe conditions. In recent months, Mali has been the scene of attacks and military operations that forced many international organizations to revise their programs. The situation remains complex, but current conditions now allow the planned activities to finally start.

The mission is part of a project focused on the risks of irregular migration and is born from a collaboration with two major international organizations: ActionAid and Plan International, both of which have been operating for years in Mali with initiatives aimed at the social and economic development of local communities.

This is not the first time the project partners have worked in Mali. In recent years, they have promoted initiatives to create socio-economic opportunities, strengthen child protection, and support potential, transit, and returning migrants. In a context marked by widespread poverty, political instability, and climate change, migration is often the only prospect for thousands of young people, who nonetheless embark on extremely dangerous journeys, relying on unscrupulous traffickers.

The project launching in February has a clear objective: to inform, train, and raise awareness. Promoting free and informed migration choices means protecting people, providing tools to understand the real risks of the journey, and at the same time creating concrete alternatives locally.

This second phase also brings an important innovation. Alongside community awareness activities, the project includes a training program for local journalists. In a country where reporting is challenging due to political pressures, instability, and lack of resources, strengthening media skills means strengthening democracy and people’s ability to access accurate and verified information.

It is truly a skills-transfer project. The goal is to consolidate and amplify awareness through information, building a network of local professionals capable of reporting on migration responsibly, going beyond stereotypes and oversimplified narratives.

Our aim is to try to change the narrative on migration—a story that too often reduces the phenomenon to numbers and slogans, overlooking the stories, hopes, and hardships of those who leave. Informing means protecting. And allowing people to be better informed means giving them the real opportunity to choose.

The project also seeks to create job and training opportunities for young people, offering concrete alternatives to forced departure. In many areas of Mali, the lack of prospects pushes entire generations to see Europe as the only way out, without fully understanding the dangers of the desert, Libyan prisons, and sea crossings.

In February, the Imagine Foundation team will be on the ground alongside local and international partners to launch the new activities, meet communities, start the training programs, and strengthen the work already carried out in previous years.

A mission born from listening and collaboration, with the goal of building a future starting from information. So that migration is no longer a desperate escape, but a conscious choice.

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Si parte. La destinazione è il Mali. Dopo mesi di attesa e un rinvio forzato, a inizio febbraio prenderà finalmente il via la nuova missione di Imagine Foundation nel Paese africano, uno dei principali crocevia delle rotte migratorie verso il Nord Africa e l’Europa.

L’obiettivo iniziale era partire in autunno, ma la situazione di sicurezza a Bamako non lo aveva permesso. Le azioni del gruppo jihadista JNIM, legato ad Al-Qaeda, avevano reso impossibile organizzare il viaggio in condizioni adeguate. Negli ultimi mesi il Mali è stato teatro di attentati e operazioni militari che hanno costretto molte organizzazioni internazionali a rivedere i propri programmi. La situazione resta complessa ancora oggi, ma le condizioni attuali consentono di avviare finalmente le attività previste.

La missione si inserisce all’interno di un progetto dedicato ai rischi della migrazione irregolare e nasce dalla collaborazione con due importanti organizzazioni internazionali: ActionAid e Plan International, già operative da anni sul territorio maliano con interventi mirati allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali.

Non è la prima volta che i partner del progetto lavorano in Mali. Negli anni scorsi hanno promosso iniziative per creare opportunità socio-economiche, rafforzare la protezione dell’infanzia e sostenere i migranti potenziali, in transito e di ritorno. In un contesto segnato da povertà diffusa, instabilità politica e cambiamenti climatici, la migrazione rappresenta spesso l’unica prospettiva per migliaia di giovani, che però intraprendono viaggi estremamente pericolosi, affidandosi a trafficanti senza scrupoli.

Il progetto che prenderà il via a febbraio si pone proprio questo obiettivo: informare, formare e creare consapevolezza. Promuovere scelte migratorie libere e consapevoli significa tutelare le persone, offrire strumenti per comprendere i rischi reali del viaggio e allo stesso tempo costruire alternative concrete sul territorio.

In questa seconda fase c’è anche una novità importante. Accanto alle attività di sensibilizzazione nelle comunità, il progetto prevede un programma di formazione dedicato ai giornalisti locali. In un Paese dove fare informazione non è facile, tra pressioni politiche, instabilità e mancanza di risorse, rafforzare le competenze dei media significa rafforzare la democrazia e la capacità delle persone di accedere a informazioni corrette e verificate.

Si tratta infatti di un vero e proprio progetto di trasferimento di competenze. L’obiettivo è consolidare e amplificare la consapevolezza attraverso l’informazione, costruendo una rete di professionisti locali capaci di raccontare la migrazione in modo responsabile, andando oltre stereotipi e narrazioni semplificate.

Il nostro obiettivo è provare a cambiare il racconto sulla migrazione. Un racconto che troppo spesso riduce il fenomeno a numeri e slogan, dimenticando le storie, le speranze e le difficoltà di chi parte. Informare significa tutelare. E permettere di essere sempre più informati significa dare alle persone la possibilità di scegliere davvero.

Il progetto mira anche a creare opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, offrendo alternative concrete alla partenza forzata. In molte aree del Mali la mancanza di prospettive spinge intere generazioni a guardare all’Europa come unica via d’uscita, senza conoscere fino in fondo i pericoli del deserto, delle prigioni libiche e delle traversate in mare.

A febbraio, quindi, il team di Imagine Foundation sarà sul campo insieme ai partner locali e internazionali per dare avvio alle nuove attività, incontrare le comunità, avviare i percorsi formativi e rafforzare il lavoro già avviato negli anni scorsi.

Una missione che nasce dall’ascolto e dalla collaborazione, con l’obiettivo di costruire futuro partendo dall’informazione. Perché la migrazione non sia più una fuga disperata, ma una scelta consapevole.

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